è l'una e mezza passata... apro la portiera della mia macchina e mi incammino verso il cancello del mio condominio... sollevo gli occhi e osservo il silenzio che mi circonda. In lontananza qualche macchina sfreccia sulla strada principale, ma è lontana, distante. Il silenzio mi avvolge, il lieve vento fresco di questa fine di inverno mi accompagna accarezzando le mie guance, le poche stelle che fanno capolino oltre le luci dele nostre città mi portano un dono di luce da milioni di miliardi di chilometri di distanza. Quanto è grande l'universo? Dio solo lo sa... c'è spazio per tutti i miei pensieri, paure, sogni... è grande abbastanza per saziare la mia sete di viaggio? Non credo proprio. il viaggio, la strada, non è la ricerca di una meta, ma lo stile di vita di chi, vagando senza posa su e giù per i cieli della sua immaginazione, sa che un arrivo mai lo troverà. Eppure, nonostante tutto questo, nonostante abbia fatto proprio dell'apertura mentale e della sete della ricerca la mia vocazione di vita, io sento un' attrazione fortissima verso una Terra in particolare. La Terra Santa è un sassolino in mezzo ad un oceano di stelle, eppure contiene in ogni frammento di sè un cosmo di emozioni e pensieri. é un niente rispetto alla vastità e all'infinito divino, eppure ha tutto all'interno di sè. La nostra oltre che una route è stata una danza, un' interminabile danza di colori, immagini e volti, in cui ti senti parte appena entri in contatto con questa magnifica terra. Una danza etnica, di quelle ballate in cerchio davanti ad un fuoco ed ad una stellata di grandi proporzioni. Arrivi e non fai tempo a sederti un secondo a racimolare le prime impressioni, che già qualcuno ti ha tirato in mezzo, e danzi, e senti, e vivi... e incontri persone e vite vissute che ti emozionano e ti cambiano. Fai la conoscenza attraverso un sorriso o una stretta di mano di gente che come te sta danzando il ballo della sua vita, ma è pronta a fermarsi un attimo a raccontarti e a confrontarsi, magari sorseggiando un tè, ai bordi del cerchio, i riflessi del fuoco che giocano a creare nuovi scorci del tuo viso e dei suoi occhi, il profumo di una terra splendida che ti pervade le narici, il vento del deserto che ti accarezza le gote, così diverso e accogliente di quello che soffia stasera, così più freddo ma ugualmente fratello e compagno di srada.
E' una Terra che non fa complimenti, ma che ti entra nel cuore e lì pianta le sue tende da beduino per non andarsene più. Ti cambia la vita, ti rende più maturo e aperto, più forte e, almeno per me, più convinto che la ricerca della pace sia un obiettivo troppo importante e una chiamata senza appello per la coscienza di ciascuno di noi.
Domani sarò in uscita, e metterò su nuovamente la mia divisa, sulla spalla sinistra Jericho, sul taschino destro l'associazione scout palestinese... li guarderò, forse qualcuno mi chiederà cosa sono... e io lo guarderò negli occhi, tenderò verso di lui la mia mano, stringerò la sua, e lo trascinerò anche lui in quella interminabile danza di cui tutti facciamo parte, di cui tutti siamo ballerini provetti e irrinunciabili, e mi ritroverò nuovamente in quell'oasi del deserto, davanti a quel fuoco e a quella stellata, dove tutto è incominciato...
Buonanotte a tutti
"Il mondo non è più stato un luogo felice da quando le fate hanno smesso le loro danze" John Selden
venerdì 16 febbraio 2007
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