10 Gennaio 2007
h: 22.10
Sono già passati 3 giorni ormai da quando siamo tornati e abbiamo ancora tutto in mente, come se stessimo vivendo le stesse cose di nuovo e per me le cose non cambiano!
Le medesime emozioni, sensazioni e riflessioni mi intasano il cervello come se fossi ancora lì, senza lasciare spazio ad altro! E’ difficile da capire se non si e’ vissuta un’esperienza del genere.
E’ bello poter sentire che tutti e quindici siamo rimasti così colpiti dalla realtà vista lì, dai nostri volti che prima di allora non si conoscevano e dalla religiosità del luogo che silenziosamente ci è entrata dentro e che abbiamo pestato con i nostri passi rumorosi.
Sinceramente pensavo che sarebbe stata un’esperienza forte, ed è proprio per questo che ho voluto parteciparvi, ma ciò che ho vissuto è stato ancor più superiore delle mie aspettative: riscoprire la figura di Gesù, l’uomo; il servizio, la realtà dura e cruda per com’è senza intermediari che travisano notizie a loro piacimento, la comunità e la voglia di fare strada, che non è solo quella fisica! E guarda un po’, quali punti sono questi?...quelli della carta di Clan, si pensi alla coincidenza!
(Come sono riflessiva, mi stupisco di me…mi avrete beccato in un momento particolare nel quale voglio iniziare a prendere delle decisioni forti, importanti…non so se per voi però sia un bene o un male,…per me e’ sicuramente un bene perchè dopo tanto tempo ho capito quanto e come nel mio piccolo posso mettermi in gioco.)
Sento che questa esperienza mi ha lasciato tanto, e il fatto di averla ancora così radicata dentro, me lo fa capire sempre di più…mi fa venire voglia di dimostrare un sacco di cose alla gente ignorante, nel senso che ignora…ma non me ne sento capace fino in fondo!
Se devo ripensare ai giorni vissuti lì, le cose che subito mi saltano in mente sono: il canto del mouazzin (non so come si scriva) di Gerico, quello che abbiamo sentito non appena scesi dal pullman, Habuna Firaz, il ragazzo con il mitra visto mentre con Mirka e Federica andavamo a dormire a casa del figlio di Antonio, la cena di capodanno organizzata in così breve tempo, la foto di Elias con dietro l’e-mail, l’ospitalità “gerichese”, il deserto (il giorno più bello a parer mio), le inferriate del check point di confine tra la Palestina e Israele, Fra Aquilino, i macellai dello zuck, il cortile di ulivi dietro la spianata del tempio, il getzemani e la grotta, il muro, il muro finto con tutte le scritte contro il muro vero, Suor Donatella e tutta la staff medica del Caritas Baby Hospital con tutti quei bambini, la bambina che pregava nell’angolo dell’adorazione dei magi nella chiesa della Natività, il momento di comunità a raccontarci le nostre storie nell’anticamera del Casanova, il memoriale dei bambini dello Yad Vashem, l’habuna di Taybeh, il check point improvviso la sera prima di arrivare al muro al ritorno da Taybeh con i militari che probabilmente ci prendevano in giro per via dei pantaloncini, la condivisione della messa di due ore e passa, le contrattazioni dell’Irene mentre facevamo shopping, i felafel (ebbene si anche quelli), la caduta nell’immondizia “gerusalemmese” della Giulia, la gara tra la Nene e Irene… , la risata della Vale, la schienata di Checco al comodino durante la compieta, per non parlare delle sbrodolature di Checco, la resurrezione di Raoul e la missione per conto di Dio…e altre cose che mi vengono in mente sono: Anna, Nene, Vale, Benny, Carlo, Fede, Luca, Irene, Mirka, Cico, Giulia, Piro, Checco, Fabri, Ricky, Dave, Raoul e Habuna…per non parlare di quel messaggio di testimonianza che tutti ci hanno raccomandato di portare qui accantonando un po’ l’idea di Pace da portare lì…un compito arduo vero e proprio, facile per noi tessi ma difficile da trasmette…e allora RIMBOCCHIAMOCI LE MANICHE IN QUALCHE MODO!
Ragazzi, penso che molte parole siano inutili, infatti ne ho scritte fin troppe e forse ripetendo quelle che avete già scritto voi, ognuno in cuor suo sa quello che abbiamo provato e sa che e’ impossibile da descrivere…
Io vi ringrazio di quello che abbiamo vissuto insieme, vi ringrazio per essermi stati vicini e per essere stati un confronto, per essere stati degli amici e dei fratelli, per essere stati una comunità formatasi in 10 giorni…per essere stati dei sorrisi e delle lacrime…ve lo dico davvero sinceramente, e non vedo l’ora di rivederci!
h: 22.10
Sono già passati 3 giorni ormai da quando siamo tornati e abbiamo ancora tutto in mente, come se stessimo vivendo le stesse cose di nuovo e per me le cose non cambiano!
Le medesime emozioni, sensazioni e riflessioni mi intasano il cervello come se fossi ancora lì, senza lasciare spazio ad altro! E’ difficile da capire se non si e’ vissuta un’esperienza del genere.
E’ bello poter sentire che tutti e quindici siamo rimasti così colpiti dalla realtà vista lì, dai nostri volti che prima di allora non si conoscevano e dalla religiosità del luogo che silenziosamente ci è entrata dentro e che abbiamo pestato con i nostri passi rumorosi.
Sinceramente pensavo che sarebbe stata un’esperienza forte, ed è proprio per questo che ho voluto parteciparvi, ma ciò che ho vissuto è stato ancor più superiore delle mie aspettative: riscoprire la figura di Gesù, l’uomo; il servizio, la realtà dura e cruda per com’è senza intermediari che travisano notizie a loro piacimento, la comunità e la voglia di fare strada, che non è solo quella fisica! E guarda un po’, quali punti sono questi?...quelli della carta di Clan, si pensi alla coincidenza!
(Come sono riflessiva, mi stupisco di me…mi avrete beccato in un momento particolare nel quale voglio iniziare a prendere delle decisioni forti, importanti…non so se per voi però sia un bene o un male,…per me e’ sicuramente un bene perchè dopo tanto tempo ho capito quanto e come nel mio piccolo posso mettermi in gioco.)
Sento che questa esperienza mi ha lasciato tanto, e il fatto di averla ancora così radicata dentro, me lo fa capire sempre di più…mi fa venire voglia di dimostrare un sacco di cose alla gente ignorante, nel senso che ignora…ma non me ne sento capace fino in fondo!
Se devo ripensare ai giorni vissuti lì, le cose che subito mi saltano in mente sono: il canto del mouazzin (non so come si scriva) di Gerico, quello che abbiamo sentito non appena scesi dal pullman, Habuna Firaz, il ragazzo con il mitra visto mentre con Mirka e Federica andavamo a dormire a casa del figlio di Antonio, la cena di capodanno organizzata in così breve tempo, la foto di Elias con dietro l’e-mail, l’ospitalità “gerichese”, il deserto (il giorno più bello a parer mio), le inferriate del check point di confine tra la Palestina e Israele, Fra Aquilino, i macellai dello zuck, il cortile di ulivi dietro la spianata del tempio, il getzemani e la grotta, il muro, il muro finto con tutte le scritte contro il muro vero, Suor Donatella e tutta la staff medica del Caritas Baby Hospital con tutti quei bambini, la bambina che pregava nell’angolo dell’adorazione dei magi nella chiesa della Natività, il momento di comunità a raccontarci le nostre storie nell’anticamera del Casanova, il memoriale dei bambini dello Yad Vashem, l’habuna di Taybeh, il check point improvviso la sera prima di arrivare al muro al ritorno da Taybeh con i militari che probabilmente ci prendevano in giro per via dei pantaloncini, la condivisione della messa di due ore e passa, le contrattazioni dell’Irene mentre facevamo shopping, i felafel (ebbene si anche quelli), la caduta nell’immondizia “gerusalemmese” della Giulia, la gara tra la Nene e Irene… , la risata della Vale, la schienata di Checco al comodino durante la compieta, per non parlare delle sbrodolature di Checco, la resurrezione di Raoul e la missione per conto di Dio…e altre cose che mi vengono in mente sono: Anna, Nene, Vale, Benny, Carlo, Fede, Luca, Irene, Mirka, Cico, Giulia, Piro, Checco, Fabri, Ricky, Dave, Raoul e Habuna…per non parlare di quel messaggio di testimonianza che tutti ci hanno raccomandato di portare qui accantonando un po’ l’idea di Pace da portare lì…un compito arduo vero e proprio, facile per noi tessi ma difficile da trasmette…e allora RIMBOCCHIAMOCI LE MANICHE IN QUALCHE MODO!
Ragazzi, penso che molte parole siano inutili, infatti ne ho scritte fin troppe e forse ripetendo quelle che avete già scritto voi, ognuno in cuor suo sa quello che abbiamo provato e sa che e’ impossibile da descrivere…
Io vi ringrazio di quello che abbiamo vissuto insieme, vi ringrazio per essermi stati vicini e per essere stati un confronto, per essere stati degli amici e dei fratelli, per essere stati una comunità formatasi in 10 giorni…per essere stati dei sorrisi e delle lacrime…ve lo dico davvero sinceramente, e non vedo l’ora di rivederci!
Com’era? C’era un gruppo di Giovani Scout, CHE CAMMINAVA IN TERRA SANTA, VENIVANO DALLA LOMBARDIA E BERGAMO. ERANO BELLI E SIMPATICI MA SOPRATTUTTO COMICI, E CANTAVANO: FRECCIA ROSSA, Freccia Rossa, LA’ NEL WADI, là nel wadi, ECCO DOVE, ecco dove, VOGLIO ANDAR, voglio andar, TORNERO’, forse no/fatto!
(forse manca un pezzo, non mi squinquinfera completamente!)
Buona Strada & Shukran
Sika Attenta
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