Il filmino che vediamo (in inglese) spiega di come Gerusalemme sia stata in origine città ebraica poi, occupata dai romani, sia diventata parte dell’impero.
Durante la dominazione, per più di una volta, i giudei si erano ribellati al potere imperiale costituito e avevano tentato di appropriarsi del governo mediante un colpo di mano.
Proprio nel 70dC era avvenuto un episodio simile e, per evitare che se ne verificassero altri, l’impero aveva usato la mano pesante e aveva messo a ferro e fuoco la città distruggendo il magnifico tempio di Salomone.
Durante la dominazione araba poi, sulla spianata del tempio, sarebbe stata costruita la moschea (il Dom of the Rock e la sua cupolona d’oro) ma questo è già un altro discorso.
Dunque…
Nel filmino si ricostruiva la storia di questa famiglia sacerdotale e la distruzione della loro dimora di cui potevamo osservare i reperti ritrovati attraverso la voce del figlio giovane del Sacerdote che si era schierato dalla parte dei rivoltosi.
Discorsi famigliari ortodossi, figlio che trasgredisce al padre, arrivano le legioni romane, ferro e fuoco, tutti morti…
Ed ecco…
La scena finale: bambini che giocano, mamme che li guardano e sorridono, belle cose…e una frase della Torah…
Il popolo di Israele che ha tanto sofferto finalmente ha di nuovo la sua patria.
Rimango perplessa: ho bisogno di rifletterci ancora.
Il quartiere ebreo è un quartiere ordinato, sembra di essere in una città diversa dalla Gerusalemme che abbiamo visto fin ora: le strade pulite, abbastanza ampie, gente…armata!
Vediamo più volte un gruppo di militari, avranno la nostra età.
Ci dicono che il servizio militare in Israele è obbligatorio per uomini e donne ed è della durata di tre anni e che i ragazzi e le ragazze della naia sono obbligati a girare con il mitra che gli è dato in dotazione; che siano in servizio o che non siano in servizio poco importa.
Probabilmente sono da poco al servizio militare perché sono un po’ “sfatti”, poco “inquadrati” e stanno girando per le vie della città con delle specie di guide che fanno loro vedere cosa devono difendere.
Rimango impressionata…eppure da noi fino a poco tempo fa era così…però non avevo mai colto questa “tensione” prima perché questi sono ragazzi che hanno la mia età e che-beh-qui fanno sul serio, si tratta- prima o poi – di sparare davvero.
Davvero sono impressionata.
Quando vedo civili con il mitra a tracolla (mi dicono che sono coloni) sono ancora più sconvolta.
Si sta facendo tardi e forse sarebbe il caso di dormire ma le parole hanno bisogno di fissarsi qui su questo foglio e non mi danno pace.
Camminiamo per il quartiere ebraico, risalendo il cardo e- senza soluzione di continuità-, ci troviamo nel quartiere arabo.
Ce ne accorgiamo perché la via si è fatta più stretta, la gente è vestita diversamente…tutto all’improvviso!
All’improvviso dalla regolarità all’irregolarità, agli odori forti, al suq, al mercato, dove tutti ti vogliono vendere tutto, alla spazzatura a lato della strada, alla gente, al casino.
Dimenticavo: nel quartiere ebraico c’è un negozio in cui c’è il modellino del terzo tempio di Gerusalemme e si raccolgono soldi per la sua ricostruzione (Nb: ricostruzione del tempio=radere al suolo la spianata delle moschee=…non voglio pensarci).
Entriamo incuriositi, il tipo alla cassa- perfetto ebreo ortodosso sta parlando al telefono, aspetto che finisca poi mi faccio coraggio e con molta stupidità gli chiedo:
sorry…I’ve a question: Why do you want to rebuild the temple?
Lui mi guarda e risponde
You can’t understand. We have to rebuild now the temple, we need to rebuild. We can’t speak we have to do…It’s something linked to religion!
Ok fratello, mi hai detto proprio tutto.
Grazie e ciao.
Arriviamo alla basilica del Santo Sepolcro.
I piedi dei pellegrini arrivano lì.
È una valanga di sensazioni.
Domattina all’alba sarò lì…senza troppa gente…scriverò tutto.
Buona nanna mondo!
S. Sepolcro (vuoto!J)
03-01-2007
Non è qui, vi precede…
Essere qui, Signore, sul Golgota…dove sei stato inchiodato ad una croce, dove sei morto per la nostra salvezza, vicino al luogo del sepolcro…sei risorto.
Io-Gesù- non me ne capacito, non riesco a rendermene conto, non…
Ma Tu.
Ieri siamo entrati per la prima volta qui, un dedalo di cappelle, di epoche, di stili, di storia, di confessioni che sembra di essere fuori, nel quartiere arabo, nel suq.
E poi le storie, ognuno che arroga a sé un pezzo di questa costruzione labirintica, lottizzata mattonella per mattonella che non si scherza se si dice che bisogna fare i gradini a due a due perché questo è della chiesa ortodossa e quello della cattolica…
E poi ogni confessione il suo stile, il suo modo di rendere lode a te, Gesù, che qui sei morto e risorto.
Non me lo aspettavo così, sono rimasta sconcertata dal caos, dal rumore tanto che avrei gridato “dov’è il mio Signore? Lo hanno portato via e non so dove lo hanno posto!”.
E ancora, con un po’ di arroganza, avrei gridato con più forza che non era possibile non rendersi conto che così non avremmo reso per nulla lode al nostro Signore ma piuttosto al demonio.
Sfarzo, confusione, rumore, pacchianate…finte…per me!
Ed ecco che, ad un tratto, tra questo nervoso emerge qualcosa di diverso che nemmeno io so dire cosa.
Batto i pugni su una colonna, pesto i piedi e piango- Gesù quanto piango.
All’inizio un pianto nervoso poi dolce, prima convulso e poi più caldo.
Ecco, Signore, tu sei morto e risorto al di là di ogni nostra complicazione, ti sei incarnato, sei diventato uomo, hai sofferto e sei risorto proprio in mezzo, dentro – completamente dentro- il nostro essere uomini, nella semplicità, in questa immensa semplicità che sconcerta, che muore per noi sulla croce in modo tanto alto e tanto assurdo che a noi non è dato di capire ma solo di riconoscere e piangere, come non abbiamo mai fatto, di quelle lacrime che solo tu puoi donare.
Ed oggi-Gesù- questi luoghi mi urtano molto meno, quasi mi sono famigliari, perché ti sento qui, perché mi somigliano.
Su questa roccia, coperta da mille cappelle, molto meno alta di quanto pensassi, è stata piantata la tua croce, qui hai esalato l’ultimo respiro dopo essere stato tanto crudelmente flagellato ed umiliato su una colonna che la tradizione vuole essere qui, che non riesco a guardare, dalla quale distolgo lo sguardo quasi impaurita, quasi schifata, quasi colpita.
Qui, su questa roccia che è bagnata dal tuo sangue, su una croce che dicono essere stata trovata da sant’Elena nella cappella sottostante ricavata da una cava di pietra che si trovava proprio sotto il Golgota, quella cava di pietra dell’antico testamento, di Isaia, “dalla quale anche noi siamo stati tolti.”
Ecco-Gesù- qui ho riletto la tua passione con occhi nuovi, con un cuore diverso.
Non ti ho sentito vibrare, non sono state sensazioni ma qualcosa di diverso che non so spiegare, qualcosa di assolutamente altro che la mia ragione non arriva a comprendere.
Il tuo Sepolcro-Signore-non c’è più, è stato distrutto.
Era scavato nella roccia, poi è stato isolato al tempo di Costantino per circondarlo di una chiesa che servisse a dargli il giusto rilievo e poi è stato distrutto: poco importa!
Io ti sento qui.
So che tu sei risorto e sei risorto qui…
Ci hai detto-hai detto a chiunque- quel noli me tangere che hai detto alla Maddalena.
Non mi toccare, non posso stare con te, non puoi stare con me ma-se mi hai incontrato- credi e và.
Punto.
È un salto nel vuoto…
Ma ci sto…Ecco, credo!
Urf ho studiato fino a tardi e ho preso una mezz’oretta per trascrivere qualche altra pagina ma…non è ancora finito!
Appena riesco vi mando il seguito!
A presto mondo!
Vi abbraccio fortissimissimo!
Vale_ticcy_chikay
Durante la dominazione, per più di una volta, i giudei si erano ribellati al potere imperiale costituito e avevano tentato di appropriarsi del governo mediante un colpo di mano.
Proprio nel 70dC era avvenuto un episodio simile e, per evitare che se ne verificassero altri, l’impero aveva usato la mano pesante e aveva messo a ferro e fuoco la città distruggendo il magnifico tempio di Salomone.
Durante la dominazione araba poi, sulla spianata del tempio, sarebbe stata costruita la moschea (il Dom of the Rock e la sua cupolona d’oro) ma questo è già un altro discorso.
Dunque…
Nel filmino si ricostruiva la storia di questa famiglia sacerdotale e la distruzione della loro dimora di cui potevamo osservare i reperti ritrovati attraverso la voce del figlio giovane del Sacerdote che si era schierato dalla parte dei rivoltosi.
Discorsi famigliari ortodossi, figlio che trasgredisce al padre, arrivano le legioni romane, ferro e fuoco, tutti morti…
Ed ecco…
La scena finale: bambini che giocano, mamme che li guardano e sorridono, belle cose…e una frase della Torah…
Il popolo di Israele che ha tanto sofferto finalmente ha di nuovo la sua patria.
Rimango perplessa: ho bisogno di rifletterci ancora.
Il quartiere ebreo è un quartiere ordinato, sembra di essere in una città diversa dalla Gerusalemme che abbiamo visto fin ora: le strade pulite, abbastanza ampie, gente…armata!
Vediamo più volte un gruppo di militari, avranno la nostra età.
Ci dicono che il servizio militare in Israele è obbligatorio per uomini e donne ed è della durata di tre anni e che i ragazzi e le ragazze della naia sono obbligati a girare con il mitra che gli è dato in dotazione; che siano in servizio o che non siano in servizio poco importa.
Probabilmente sono da poco al servizio militare perché sono un po’ “sfatti”, poco “inquadrati” e stanno girando per le vie della città con delle specie di guide che fanno loro vedere cosa devono difendere.
Rimango impressionata…eppure da noi fino a poco tempo fa era così…però non avevo mai colto questa “tensione” prima perché questi sono ragazzi che hanno la mia età e che-beh-qui fanno sul serio, si tratta- prima o poi – di sparare davvero.
Davvero sono impressionata.
Quando vedo civili con il mitra a tracolla (mi dicono che sono coloni) sono ancora più sconvolta.
Si sta facendo tardi e forse sarebbe il caso di dormire ma le parole hanno bisogno di fissarsi qui su questo foglio e non mi danno pace.
Camminiamo per il quartiere ebraico, risalendo il cardo e- senza soluzione di continuità-, ci troviamo nel quartiere arabo.
Ce ne accorgiamo perché la via si è fatta più stretta, la gente è vestita diversamente…tutto all’improvviso!
All’improvviso dalla regolarità all’irregolarità, agli odori forti, al suq, al mercato, dove tutti ti vogliono vendere tutto, alla spazzatura a lato della strada, alla gente, al casino.
Dimenticavo: nel quartiere ebraico c’è un negozio in cui c’è il modellino del terzo tempio di Gerusalemme e si raccolgono soldi per la sua ricostruzione (Nb: ricostruzione del tempio=radere al suolo la spianata delle moschee=…non voglio pensarci).
Entriamo incuriositi, il tipo alla cassa- perfetto ebreo ortodosso sta parlando al telefono, aspetto che finisca poi mi faccio coraggio e con molta stupidità gli chiedo:
sorry…I’ve a question: Why do you want to rebuild the temple?
Lui mi guarda e risponde
You can’t understand. We have to rebuild now the temple, we need to rebuild. We can’t speak we have to do…It’s something linked to religion!
Ok fratello, mi hai detto proprio tutto.
Grazie e ciao.
Arriviamo alla basilica del Santo Sepolcro.
I piedi dei pellegrini arrivano lì.
È una valanga di sensazioni.
Domattina all’alba sarò lì…senza troppa gente…scriverò tutto.
Buona nanna mondo!
S. Sepolcro (vuoto!J)
03-01-2007
Non è qui, vi precede…
Essere qui, Signore, sul Golgota…dove sei stato inchiodato ad una croce, dove sei morto per la nostra salvezza, vicino al luogo del sepolcro…sei risorto.
Io-Gesù- non me ne capacito, non riesco a rendermene conto, non…
Ma Tu.
Ieri siamo entrati per la prima volta qui, un dedalo di cappelle, di epoche, di stili, di storia, di confessioni che sembra di essere fuori, nel quartiere arabo, nel suq.
E poi le storie, ognuno che arroga a sé un pezzo di questa costruzione labirintica, lottizzata mattonella per mattonella che non si scherza se si dice che bisogna fare i gradini a due a due perché questo è della chiesa ortodossa e quello della cattolica…
E poi ogni confessione il suo stile, il suo modo di rendere lode a te, Gesù, che qui sei morto e risorto.
Non me lo aspettavo così, sono rimasta sconcertata dal caos, dal rumore tanto che avrei gridato “dov’è il mio Signore? Lo hanno portato via e non so dove lo hanno posto!”.
E ancora, con un po’ di arroganza, avrei gridato con più forza che non era possibile non rendersi conto che così non avremmo reso per nulla lode al nostro Signore ma piuttosto al demonio.
Sfarzo, confusione, rumore, pacchianate…finte…per me!
Ed ecco che, ad un tratto, tra questo nervoso emerge qualcosa di diverso che nemmeno io so dire cosa.
Batto i pugni su una colonna, pesto i piedi e piango- Gesù quanto piango.
All’inizio un pianto nervoso poi dolce, prima convulso e poi più caldo.
Ecco, Signore, tu sei morto e risorto al di là di ogni nostra complicazione, ti sei incarnato, sei diventato uomo, hai sofferto e sei risorto proprio in mezzo, dentro – completamente dentro- il nostro essere uomini, nella semplicità, in questa immensa semplicità che sconcerta, che muore per noi sulla croce in modo tanto alto e tanto assurdo che a noi non è dato di capire ma solo di riconoscere e piangere, come non abbiamo mai fatto, di quelle lacrime che solo tu puoi donare.
Ed oggi-Gesù- questi luoghi mi urtano molto meno, quasi mi sono famigliari, perché ti sento qui, perché mi somigliano.
Su questa roccia, coperta da mille cappelle, molto meno alta di quanto pensassi, è stata piantata la tua croce, qui hai esalato l’ultimo respiro dopo essere stato tanto crudelmente flagellato ed umiliato su una colonna che la tradizione vuole essere qui, che non riesco a guardare, dalla quale distolgo lo sguardo quasi impaurita, quasi schifata, quasi colpita.
Qui, su questa roccia che è bagnata dal tuo sangue, su una croce che dicono essere stata trovata da sant’Elena nella cappella sottostante ricavata da una cava di pietra che si trovava proprio sotto il Golgota, quella cava di pietra dell’antico testamento, di Isaia, “dalla quale anche noi siamo stati tolti.”
Ecco-Gesù- qui ho riletto la tua passione con occhi nuovi, con un cuore diverso.
Non ti ho sentito vibrare, non sono state sensazioni ma qualcosa di diverso che non so spiegare, qualcosa di assolutamente altro che la mia ragione non arriva a comprendere.
Il tuo Sepolcro-Signore-non c’è più, è stato distrutto.
Era scavato nella roccia, poi è stato isolato al tempo di Costantino per circondarlo di una chiesa che servisse a dargli il giusto rilievo e poi è stato distrutto: poco importa!
Io ti sento qui.
So che tu sei risorto e sei risorto qui…
Ci hai detto-hai detto a chiunque- quel noli me tangere che hai detto alla Maddalena.
Non mi toccare, non posso stare con te, non puoi stare con me ma-se mi hai incontrato- credi e và.
Punto.
È un salto nel vuoto…
Ma ci sto…Ecco, credo!
Urf ho studiato fino a tardi e ho preso una mezz’oretta per trascrivere qualche altra pagina ma…non è ancora finito!
Appena riesco vi mando il seguito!
A presto mondo!
Vi abbraccio fortissimissimo!
Vale_ticcy_chikay
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