martedì 30 gennaio 2007

citiamo....

"Se nel silenzio di una notte un viaggiatore, alzatosi prima degli altri con grande discrezione, zaino in spalla e le scarpe da viandante iniziasse il suo cammino attraverso le nostre città, o sui sentieri delle nostre campagne
che rumori udirebbe?
che colori scorgerebbe?
che uomini incontrerebbe?
Le notti sono così cambiate da un pò di tempo a questa parte! Erano il tempo del riposo, della quiete, del silenzio. Erano il tempo in cui si ricreavano nuove energie per il giorno che viene e dai sogni nascevano le idee che cambiavano la realtà. Ora sono il tempo di un'allegria sfrenata, di una trasgressione senza meta, di un'ebbrezza senza riposo.
Anche il silenzio è cambiato. Da tempo della meditazione è diventato spazio di non comunicazione. Da dialogo con Dio è diventato tempo di vuoto e solitudine. Non è vero, forse, che anche nelle nostre comunità l'unico rumore che non sopportiamo è il silenzio? Il silenzio ci imbarazza o ci fa paura.
Il viaggio stesso è un'esperienza ormai sfigurata. Evasione, guarda e fuggi dopo centinaia di chilometri macinati a cento all'ora. Il paesaggio un dettaglio, gli uomini diventano piccole figure sullo sfondo che non si ha tempo di incontrare e conoscere. Ma un tempo non era così ed al lento passo del viaggiatore il viaggio era un'esperienza meravigliosa che conduceva, tra pericoli e avventure, a una conoscenza profonda delle cose, degli uomini, di se stessi. Eppure tutto questo non è perduto, è ancora lì a portata di mano. Basterebbe alzarsi, una notte, poco prima dell'alba, infilare gli scarponi ed incamminarsi, anche se ancora un pò assonnati, per scoprire che tanti compagni sono già per strada e nella luce del sole che illumina a poco a poco in modo nuovo le cose, trovare la verità antica delle cose, le gioie più vere, le relazioni più profonde."

Ovviamente nn è mia...però il Mossad-Rino (come dice Grande Puffo) mi ha contagiato e l'ho trovata su internet...
L'ho letta è ho pensato di mandarvela...
Buona notte!
Fede

Nessun commento: